Back to School: Uno zaino da preparare, anzi Tre!
Sicurezza, banchi monoposto, mascherine, disposizioni ministeriali: parole ridondanti e a tratti assordanti che accompagnano il vivere quotidiano di tutti noi in questi mesi estivi. Parole come Slogan, sono indissolubili nel nostro lessico quotidiano , arricchite da rappresentazioni mentali ed emotive che possono non trovare spazio di discussione, di confronto, di elaborazione. Eppure tutto va e deve andare avanti alla velocità della luce, secondo i dettami del principio di adattamento, così come gli enormi cambiamenti che tutti, bambini, adolescenti, genitori e insegnanti si accingono ad affrontare a poche ore dal rientro a scuola.
Il rischio è creare delle “bolle” nel dettame della piena sicurezza, dell’incertezza e dell’ubiquità di una pandemia globale. Ripararsi da un trauma collettivo, perché riguarda tutti, in modo indistinto dalla provenienza, dall’età e dal ceto sociale. Una rottura di ciò che era lineare come il primo giorno di scuola, adesso invece diviene una ferita oggettiva e trasversale, ma condivisibile.
Le bambine di una scuola iraniana ritratte in foto, avranno preparato i loro zaini e messo dentro oltre ai quaderni, i colori e le matite, le ansie e i timori, la gioia di rivedere le insegnanti, le compagne di classe e soprattutto la speranza.
Occorre quindi preparare ognuno il proprio zaino emotivo badando a cosa mettere dentro senza renderlo troppo pesante!
Uno Zaino per Mamma e Papà: #fiducia. Sono stati messi a dura prova gli equilibri familiari e ora che si ritorna in classe in presenza si riaffacciano gli dubbi, la rabbia per come saranno gestiti gli ingressi, gli orari, le ansie per gli apprendimenti e per la concreta probabilità di nuove restrizioni. Molti genitori hanno paura di non riuscire a reggere i timori di contagi, l’organizzazione tra esigenze lavorative e familiari. Potrebbe essere di aiuto stabilire una routine pre-scuola attraverso cui trasmettere messaggi coerenti in linea con quelli di dirigenti, insegnanti e personale scolastico e spiegare ai più piccoli che troveranno alcuni cambiamenti strutturali. Confrontarsi e fare team con gli altri genitori e sostenere famiglie e bambini che mostrano particolari difficoltà, potrebbe costruire come piccoli tasselli, la fiducia nell’affrontare insieme questa nuova sfida.
Uno zaino per insegnati e personale scolastico: #darsitempo. Le corse all’organizzazione in DaD, il raggiungere tutti gli studenti senza lasciare nessuno escluso, adeguarsi all’imperativo tecnologico oltre i tempi di apprendimento e di adattamento dei singoli, hanno messo a dura prova gli insegnanti. Eppure saranno lì, all’ingresso: da una parte, un nuovo inizio porta curiosità e voglia di sperimentare; dall’altra, come per tutte le novità, timore o preoccupazione. Pensare all’anno scolastico come a un viaggio condiviso, con i propri alunni e i propri colleghi, in cui darsi tempo per adattarsi ai cambiamenti è la direzione da seguire. Sicuramente ci saranno sfide e difficoltà, incomprensioni e momenti di tensione. E’ importante valorizzare i risultati e i traguardi raggiunti, le piccole e grandi soddisfazioni e le gioie quotidiane racchiuse in quell’orario scolastico tanto atteso.
Uno zaino per bambini e adolescenti: #contattoemotivo. Il ritorno a scuola non sarà facile, con le limitazioni comportamentali difficili da rispettare soprattutto per i piccoli che dovranno essere guidati attraverso attività di accoglienza e di orientamento con messaggi semplici e in linea con la loro età. Scarsa motivazione, socialità compulsiva, ritiro sociale, difficoltà di concentrazione, irritabilità, potrebbero essere presenti tra i banchi. Si dovrà comprendere in pieno e intervenire senza vedere solo gli aspetti patologici, cogliendo i bisogni emotivi e le difficoltà che esprimono di bambini e degli adolescenti. Tutto ciò dovrebbe rientrare nella programmazione scolastica: garantire il contatto emotivo, attraverso spazi e modi per ricostruire un significato condiviso sull’esperienza del lockdown, sulle nuove sfide della ripresa.
Non resta che appoggiare gli zaini al tavolo della Speranza, quel sentimento di aspettazione fiduciosa nella realizzazione, presente o futura, di quanto si desidera. Cari genitori, insegnati, bambini adolescenti e cari tutti noi, forse stiamo desiderando in modo comune!
Condividendo emozioni e pensieri si riuscirà a dare un senso all’esperienza passata e presente, si troverà ancora il modo per spiegarla ai più piccoli, i quali sapranno trovare lo spazio per confrontarsi con i più grandi.
