Un Mondo “leggero”: come i figli aiutano i genitori
Quante volte è capitato di ascoltare la soluzione magica ad un problema durante i giochi dei più piccoli ed averne invidiato la leggerezza?
Proprio grazie allo scambio relazionale che i figli richiedono, essere genitori può diventare un impegnativo, ma anche proficuo, momento di trasformazione e di crescita psicologica, dove la necessità di intendersi e coordinarsi – ma anche gli errori che si fanno – possono indurre ad ampliare i propri orizzonti.
Questo non significa che i figli siano un mezzo per risolvere i problemi di coppia. Fare un figlio per salvare un’unione in crisi può rivelarsi una scelta fallimentare, anche se qualche volta, l’impegno richiesto per allevare un bambino può indurre i due neo genitori a scoprire aspetti imprevisti della personalità del partner e a trovare una solidarietà su basi differenti.
L’attenzione dei genitori, prima centrata sulle loro esigenze e incomprensioni, ora si polarizza sul figlio. Con le sue necessità e la sua spontaneità, un bimbo piccolo può trasmettere energia vitale ai propri genitori e obbligarli a un cambio di rotta.
Non si richiede a un genitore di essere perfetto bensì che sia «sufficientemente buono» come direbbe il pediatra e psicoanalista Donald Winnicott, capace cioè di rivedere le proprie insufficienze e i propri errori nel momento in cui il confronto/conflitto con il figlio li pone in evidenza.
Un atteggiamento aperto aiuta entrambi:
i genitori imparano a rinegoziare il proprio rapporto con i figli e i figli imparano, attraverso l’esempio dei genitori, che non si finisce mai di imparare e che ci si può correggere e rinnovare.
Ci sono aspetti in cui i figli – con la loro innata schiettezza, con le modalità dirette di esprimersi e di agire – possono aiutare i genitori a leggere il mondo attraverso un’ottica diversa da quella a cui sono ormai assuefatti da molto tempo:
– la sensibilità e la meraviglia con cui i bambini guardano alle cose nuove per loro, che ancora non conoscono o a cui non sono abituati, aiuta gli adulti a non dare niente per scontato e ad apprezzare aspetti della vita a cui, per una serie di routine quotidiane consolidate, hanno smesso di prestare attenzione;
- la capacità dei bambini di vivere il momento presente in modo globale e non critico, rende i genitori nuovamente capaci di stare nell’esperienza in modo completo insieme a loro;
- la rapidità con cui colgono aspetti nuovi di ciò che li circonda – come la tecnologia, l’informatica o la musica – fa sì che gli adulti, vivendo loro accanto ed entrando in sintonia con le loro curiosità, il loro sentire e i loro entusiasmi, scoprano aspetti dell’esperienza a cui, per abitudine, per fretta o per impazienza, non sono più indotti a prestare attenzione.
Nel rapporto quotidiano con i bambini, gli adulti hanno l’opportunità di rivedere oppure di aggiornare la propria prospettiva, di dare inizio a un circolo virtuoso che stimolerà figli, alunni e nipoti attraverso una reciprocità positiva, ad avere un atteggiamento di apertura nei confronti di se stessi e del mondo che li circonda.
Non sempre gli adulti riescono a compiere questo percorso, a volte perché troppo aderenti nelle loro convinzioni e troppo intransigenti nei loro atteggiamenti, altre volte perché temono di perdere autorità e di non riuscire così a educare i figli – non considerando che l’educazione è facilitata, non ostacolata, dal clima di empatia e di reciproca comprensione che si instaura tra grandi e piccoli.
È più facile accompagnare i figli verso l’età adulta se c’è un sentire comune, al di là delle normali divergenze o dei conflitti che possono insorgere nella quotidianità tra persone di diversa età ed esperienza, che si trovano a condividere tempi e spazi, a valutare responsabilità e doveri, a perseguire obiettivi a volte comuni e altre volte individuali.
I bambini e i ragazzi si muovono con una disinvoltura superiore a quella dei loro genitori, ciò non significa che non necessitino di una guida, ma cogliere e accogliere i significati nuovi, il più delle volte “colorati” che il mondo degli adulti tende ad ingrigire.

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