Selezione del lavoro 2.0: arrivano le Escape Room
Chi non si è ritrovato in un colloquio di lavoro in ufficio, o in alcuni casi online, con i recruiter dal volto arcigno, presi dai numerosi candidati da valutare? Ebbene un nuovo strumento 2.0 di selezione e valutazione si sta facendo strada nel mondo delle risorse umane e degli assessment center: l’escape room.
Le origini.
Siamo in Giappone nel 2008: Riaru dasshutsu ge, «gioco reale di fuga» così vennero chiamate le prime escape room. Non si trattava ancora di vere e proprie stanze ideate al solo scopo ludico, ma di ambienti frequentati nel quotidiano, come bar e locali di vario tipo, che di volta in volta venivano riadattati per il gioco attraverso l’uso di indizi e oggetti nascosti.
Takao Kato considerato l’ideatore della prima escape room, ha raccontato di essersi ispirato al desiderio che aveva da bambino di poter vivere in prima persona le avventure di libri e manga a cui era affezionato.
Oltre lo scopo ricreativo.
L’escape room è un’esperienza immersiva di gruppo, strutturata in modo da far emergere personalità e capacità, anche latenti, dei giocatori coinvolti, indipendentemente dal numero dei partecipanti, stimolata dal gioco di squadra, è focalizzata più sul processo che sul risultato.
Maria Paola Gazzetti, psicologa con esperienza di recruiting e sviluppo delle competenze proprio attraverso l’escape room ha affermato: «Questo gioco coinvolge a tal punto i partecipanti nella ricerca del collegamento tra vari enigmi e indizi da far perdere di vista ogni eventuale riferimento a situazioni reali conosciute. Così competenze nell’ambito della decisione, del problem solving, del lavoro di gruppo e dell’organizzazione in generale finiscono per manifestarsi attraverso il comportamento messo in atto dai partecipanti durante il gioco».
Rilevatore di Skills.
L’escape room può rappresentare un valido strumento a disposizione delle risorse umane di un’azienda. Di seguito i principali punti di forza che stanno spingendo sempre più imprese a sfruttare questo mezzo innovativo:
- consente una rapida valutazione delle competenze manageriali richieste (decisione, problem solving, leadership, organizzazione, lavoro di squadra);
- facilita l’individuazione delle reali capacità relazionali di una persona;
- permette un’efficace valutazione della capacità d’ascolto dei soggetti (competenza necessaria al raggiungimento di un obiettivo comune);
- agevola la verifica della flessibilità comportamentale nei confronti di opinioni diverse;
- Ha costi contenuti e non necessita di tempi lunghi per vedere i primi risultati.
I Vantaggi.
Il sistema di formazione, di recruiting e valutazione aziendale, può trarre vantaggio da una simulazione al limite come quella delle escape room?
I sistemi di valutazione tradizionali, anche i più sofisticati e moderni (la valutazione della performance, a 360 gradi oppure on line, o ancora la semplice intervista strutturata), essendo sistemi usati dalla maggioranza delle grandi aziende, sono noti ai candidati, e ciò rende più difficile il compito dei valutatori.
La dimensione ludica abbassa le difese e permette una partecipazione immersiva all’esperienza.
Secondo Gazzetti per assistere a un’inversione di tendenza occorre utilizzare strumenti innovativi, che non siano direttamente riconducibili alla capacità di soluzione di problemi o a dinamiche competitive e l’escape room rappresenta una valida alternativa.
Non a caso la competizione condiziona i comportamenti, rendendo più difficile l’individuazione delle reali competenze di un individuo. La decontestualizzazione e l’approccio del giocatore nel costruirsi una via d’uscita, invece, permettono di valutare abilità individuali e di gruppo utili all’azienda e difficilmente individuabili in un colloquio faccia a faccia.
Il gioco è un utile strumento per sperimentare, identificare e valorizzare le competenze in ambito di problem solving, costruzione del gruppo e leadership. Inoltre la cooperazione è uno degli elementi chiave che consentono di uscire vittoriosi da un’escape room, prima di tutto perché accelera la conquista dell’obiettivo finale, ma anche perché, nella maggior parte dei casi, la cooperazione rappresenta l’unico modo per risolvere determinati enigmi.
Escape room come inversione di tendenza nel recruiting può rappresentare un’innovazione ai confini della fantascienza?

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